Perfil de DavideBerserkFotosBlogListas Herramientas Ayuda

Blog


    13 noviembre

    Un po' di chiarezza ( dedicato a chi si sente la Gelmini in tv e pensa di aver capito tutto )

    Preso dal blog che mi sembra più preciso ed attendibile, sono stato tutta la mattinata a studiare questo decreto e questa legge maledetta

     

    Il Ministro nelle interviste e nelle conferenze stampa afferma di  "non capire il perché di tanta agitazione e di così tante proteste, soprattutto da parte del settore dell'università e della ricerca, che non sono toccate se non minimamente dal decreto che porta il suo nome" .

    Ora...

    O il suddetto Ministro è ottuso, e non riesce a capire motivazioni che si presumono elementari, motivo per il quale sarebbe inadatta a svolgere il ruolo che ricopre

    O non ascolta la controparte che da settimane oramai è scesa in piazza a manifestare il suo dissenso, cosa che reputo un'estrema mancanza di rispetto verso i cittadini per cui dovrebbe agire, e che (per il mio senso del dovere) basterebbe a chiedere le dimissioni, in quanto non fa il suo lavoro

    Oppure non fa il suo lavoro, in quanto il titolo completo di cui si fregia è "Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca", ed un vero Ministro, una volta presa visione di una manovra finanziaria che va a colpire in maniera così decisiva l'università pubblica, si sarebbe posto a difesa della stessa università, invece di far passare tutto sotto silenzio e fare la finta tonta quando in piazza scendono anche gli studenti universitari!


    Sotto questo aspetto ci tengo a spiegare ancora una volta le origini della protesta ed i motivi delle critiche rivolte al Ministro Gelmini (l'informazione non è mai abbastanza)

    L'università non protesta contro il "decreto Gelmini" (che ha come principale bersaglio l'istruzione elementare e media) come erroneamente si sente dire ogni tanto generalizzando, bensì contro la legge 133/2008 (una legge di stampo finanziario) che prevede tagli, blocchi delle assunzioni, licenziamenti e pensionamenti (per informazioni basti vedere il
    post principale del blog)

     

     

     

    Dichiarazione del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini
    Roma, 24 ottobre 2008

    Ho chiesto ai ragazzi se la scuola e l’università così come sono li soddisfino. Un’università ed una scuola che non preparano al lavoro e che non consentono loro di farsi un futuro. Non è vero che in Italia si spenda poco per l’istruzione, anzi siamo tra i primi d’Europa. Il problema è che si spende male.

    E’ inaccettabile che:

    • l’università italiana produca meno laureati del Cile

    Oltre a essere falso, è anche palesemente inverosimile. I laureati in Italia sono circa 301.000 l’anno (dati 2005, MIUR), in Cile sono 87.000 (dati 2006, min. dell’Istruzione cileno).

     

    • abbiamo 94 università, più 320 sedi distaccate nei posti più disparati

    Potremmo incominciare chiudendone qualcuna.
    Un esempio?
    L’Ateneo e-Campus, Università telematica istituita con Decreto Ministeriale 30/1/2006 (governo Berlusconi bis, guarda caso). Per chi non lo sapesse, sono quelli del CEPU che si sono fatti la propria università (non stiamo scherzando) [n.d.r. maggiori delucidazioni si possono trovare per esempio in questo blog] . Oppure la Korè di Enna [N.d.R. di cui è riportato in seguito l'iter che ha portato alla sua nascita]
    Dal sito http://cercauniversita.cineca.it (elenco degli atenei): 11 Atenei sono di tipo telematico. C'è davvero bisogno di 11 università telematiche?
     
     
    • ci siano 37 corsi di laurea con 1 solo studente

    Facci due esempi. Scommettiamo che non sei capace? A meno che non ti riferisca a corsi di laurea disattivati (tipo quelli del vecchio ordinamento), ai quali risulta ancora iscritto uno studente. Per quelli esistono i corsi mutuati. Nessuno tiene un corso di laurea in piedi, pagando venti e più professori, per un solo studente, anche perché la legge non lo consente: per tenere aperto un corso sono necessari dei “requisiti minimi”.

    Un ministro dovrebbe saperlo.

     

    • 327 facoltà non superino i 15 iscritti

    Ancora: facci due esempi (che non siano finti, come quelli sopra). E, se ne trovi qualcuna, chiudila. Tanto di guadagnato per tutti. E poi che scusa sarebbe questa per tagliare i fondi ad università con 50mila studenti, facoltà con 10mila, e corsi di laurea con più di cento?



    • negli ultimi 7 anni siano stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi siano stati 26.000. Nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza che ci fossero i posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro

    È grossolanamente falso. Gli idonei, (e non promossi: non siamo, infatti, alle elementari) sono 26000. I concorsi per associato, per legge, hanno la doppia idoneità. Quindi, ogni posto bandito comporta due idonei. Uno si prende il posto, l’altro si tiene l’idoneità, che non comporta spese per nessuno. La spesa c’è se un idoneo viene chiamato in servizio da un’università, che per farlo deve avere del budget disponibile. Se è disponibile, vuol dire che c’è. Quindi non c’è nessuna spesa pazza da giustificare. E comunque, negli ultimi sette anni il numero di associati in servizio è cresciuto di 930 unità, non di 26000, né di 13232 (dati 2005, MIUR). Nello stesso periodo gli studenti sono cresciuti di 150mila unità.

     

     

    • ci siano 5 università importanti con buchi di bilancio enormi (e sono i luoghi dove si protesta maggiormente) che avrebbero portato, se fossero state aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni
    Da quel che io sappia non è affatto così, poi mi sembra una mossa giusta tagliare i fondi per ripristanare il bilancio
     
     
    • non ci sia un’università italiana che figuri tra le migliori 150 del mondo

    Giusto. Le classifiche in vigore premiano la produzione scientifica, non la produttività scientifica, cioè la quantità di lavoro prodotto per euro speso. Se lo facessero, saremmo primi, e di gran lunga. Dacci gli stessi finanziamenti, vedrai che ti facciamo fare un figurone.



    • ci siano 5500 corsi di laurea, mentre in Europa ne troviamo la metà
    • Siano insegnate 170.000 materie rispetto alle 90.000 della media europea
    • nel 2001 i corsi di laurea fossero 2444, oggi 5500

    Peccato che dal 2001 ad ora siamo passati dal vecchio ordinamento, con lauree quinquennali, al nuovo ordinamento, con lauree su due livelli. Il fatto che i corsi siano raddoppiati è pertanto abbastanza ovvio. Se sono più che raddoppiati è perché il senso del 3+2 è di allargare l’offerta specialistica mantenendo contenuta quella di base.



    • i ragazzi siano sottoposti ad un carico di ore di lezione triplo rispetto alla media europea per trovare giustificazione a corsi fatti solo per dare cattedre.

    Ancora chiacchiere. Il sistema dei crediti formativi prevede un numero di ore standard. E poi, se anche fosse, cosa dovremmo fare? Dare via lauree facendo studiare le persone un terzo di quello che studiano adesso? È questa la tua idea di università di qualità?




    Inaccettabile è che chi fa il ministro
    non sappia di cosa parla


    Inaccettabile è
    pubblicare dati falsi sul sito del ministero
    per fini di propaganda
     
     
     
     
     
     
     
     
    "Un decreto sacrosanto, altro che ritirarlo"

    "E' una violenza, convocherò oggi pomeriggio Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell'ordine"

    "L'ordine deve essere garantito. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule"



    Silvio Berlusconi
    conferenza stampa del 22 ottobre 2008


     
    Prima considerazione: se si ritiene un decreto "sacrosanto", come si pensa di "ascoltare la parte avversa, e cercare un dialogo sulla questione" come aveva preannunciato il caro Ministro Gelmini non più di qualche giorno addietro? Allora era semplicemente una (l'ennesima) presa in giro nei confronti degli studenti?

    Seconda considerazione: "Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule". Pensa, il nostro premier, che con l'applicazione della legge 133/2008 e la trasformazione delle università pubbliche in università private garantirà lo stesso diritto degli studenti a studiare? Potranno tutte le famiglie italiane permettersi rette universitarie paragonabili a quelle della Bocconi [n.d.r. università privata]? (9648 euro, "solo" 4288" per i redditi bassi.
     
     

    Gli effetti della Legge 133/2008 sull'università pubblica

     

    Più che una legge, è un enorme calderone all’interno del quale è stato gettato di tutto, ogni argomento con una qualche valenza di tipo economico.

    Il testo della legge potete trovarla a questo indirizzo [http://web.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm], pubblicata sul sito web della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano.

    Basti pensare che questa legge ha chiamato in causa le seguenti commissioni



     

    • Commissione V BILANCIO E TESORO e VI FINANZE
    • COMITATO PER LA LEGISLAZIONE
    • Commissione I AFFARI COSTITUZIONALI
    • Commissione II GIUSTIZIA
    • Commissione III AFFARI ESTERI
    • Commissione IV DIFESA
    • Commissione VII CULTURA
    • Commissione VIII AMBIENTE
    • Commissione IX TRASPORTI
    • Commissione X ATTIVITA’ PRODUTTIVE
    • Commissione XI LAVORO
    • Commissione XII AFFARI SOCIALI
    • Commissione XIIIAGRICOLTURA
    • Commissione XIV POLITICHE UNIONE EUROPEA
    • - COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI


     

    L’iter parlamentare di questa maxi legge ha avuto inizio con la prima lettura alla Camera dei Deputati il 2 LUGLIO, per concludersi con l’approvazione il 6 AGOSTO 2008, e passare al Senato. Un mese di discussione, due o tre giorni per settimana, nel completo silenzio dei media nel periodo di minima attenzione dell’opinione pubblica, in vacanza, ferie…



    Arriviamo a discutere cosa questa legge decreta al riguardo dell’università pubblica.



    TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE

    DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA


     

    E’ stata decisa da questa legge il taglio dei fondi destinati all’università pubblica (FFO - fondo per il finanziamento ordinario delle università) nella seguente maniera.


    Riduzione di:

    • 63.5 milioni di euro per l’anno 2009
    • 90 milioni di euro per l’anno 2010
    • 316 milioni di euro per l’anno 2011
    • 417 milioni di euro per l’anno 2012
    • 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013


     

    per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino al 2013.



    TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE

    IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”


     

    Per sopperire all’improvviso ammanco dei finanziamenti pubblici, lo stato consente alle università di trasformarsi in fondazioni di diritto privato..


     

    Questo passo sancirebbe la morte di un’istruzione pubblica per tutti, consentendo alle fondazioni universitarie di decidere l’entità delle tasse per gli studenti, ed andando a ledere il fondamentale diritto allo studio univesitario, tutelato dalla Costituzione Italiana attraverso l’articolo 33, che recita:



    Art. 33.


     

    L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.


     

    La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.



    Attualmente la legge difatti sancisce che nell’anno solare, il gettito delle tasse degli studenti non deve superare il 20% dell’importo del finanziamento ordinario dello Stato (FFO), cosa che di fatto pone un tetto massimo alle tasse che si possono far pagare ad uno studente.

    Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato.

    Una retta universitaria da 10000 euro potrebbe essere uno standard per il prossimo anno accademico.

    Raggiungeremmo uno standard tipo college americano, dove o si vince una borsa di studio per meriti sportivi, o si è abbastanza ricchi da poter far fronte ad una richiesta economica di tale portata. Con l'entrata in vigore della legge 133/2008 si è andati a ledere questo principio costituzionali, garantendo il diritto allo studio ed ad una formazione di qualità solamente a chi può far affidamento su una grande capacità economica, andando a ledere il principio costituzionale di eguaglianza e pari dignità tra i cittadini decretata dall’articolo 3


     

    Art. 3.


    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.


     

    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

    Al contempo assisteremo alla definitiva violazione dell’articolo 9, che recita



    Art. 9.


     

    La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica […]



    vista la sostanziale impossibilità delle università di mantenere una gestione pubblica a seguito dei tagli economici e di personale docente, di ricerca e tecnico – amministrativo subiti.

    Oltre a questo vi sono implicazioni riguardanti i poteri economici.

    Le università potranno “trovarsi uno sponsor” che li finanzi. Inutile dire gli effetti devastanti che avrebbe un controllo economico di questo tipo sulla ricerca in tutti i vari settori universitari.

    La ricerca verrebbe condotta secondo le direttive impartite dalle società finanziatrici, in base alla redditività a livello economico!



    TURN OVER (articolo 66)


     

    La stessa legge ha imposto una drastica riduzione del personale universitario alle facoltà stesse, che si trovano costrette improvvisamente a mandare obbligatoriamente in pensione chi ha maturato i requisiti necessari, o altrimenti licenziare parte del proprio organico.

    Logica vorrebbe una sostituzione nelle posizioni didattiche per mantenere l’offerta d’insegnamento.

    La legge 133 impone invece un turn over bloccato al 20%, ovvero un nuovo assunto ogni cinque pensionamenti o licenziamenti.

    Come pensiamo di mantenere una didattica di buon livello in questa maniera?


     

    Riassumendo

    • Le facoltà devono ridurre gli organici entro i termini imposti dalla legge, licenziando o pensionando forzatamente
    • Si può procedere all’assunzione ogni 5 pensionamenti e/o licenziamenti


     

    Matematicamente qualcosa non torna. Si rinuncia a personale docente, chiedendo ai ricercatori di mantenere il ruolo di insegnanti, mantenendo la stessa retribuzione e lavorando fuori dai compiti stabiliti dal loro contratto (che prevede 60 ore di ricerca, e nessun obbligo all’insegnamento).

    Con questa situazione, l’unica soluzione sarebbe sopprimere corsi d’insegnamento, fino a giungere addirittura alla cancellazione dei corsi di laurea meno frequentati o considerati di minor interesse.




     

    In questo rapido excursus informativo sono stati citati solamente i problemi più grossi a cui questa legge condurrebbe, ma basta leggere con attenzione il testo della legge, o informarsi con chi già lo ha fatto prima di noi perché vi si dischiudano gli abissi entro cui verrà gettata l’università se tutto questo viene approvato in parlamento.

    L’università da pubblica diventerebbe un privilegio per i pochi che potrebbero permettersi rette universitarie altissime, mentre il livello qualitativo dell’insegnamento pubblico crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la soppressione di esami, nonché probabilmente anche di corsi di laurea meno frequentati o considerati “di minore rilievo”.

    Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed obbligando le università a svendersi a privati per sopravvivere, senza poi garantire un livello di istruzione accettabile.

     


     

     

    Comentarios

    Espera...
    El comentario que has escrito es demasiado largo. Acórtalo.
    No has escrito nada. Vuelve a intentarlo.
    No se puede agregar tu comentario en este momento. Vuelve a intentarlo más tarde.
    Para agregar un comentario, necesitas permiso de tus padres. Pedir permiso
    Tus padres han desactivado los comentarios.
    No se puede eliminar tu comentario en este momento. Vuelve a intentarlo más tarde.
    Has superado el número máximo de comentarios que se puede dejar en un día. Vuelve a intentarlo en 24 horas.
    Se ha deshabilitado la capacidad de tu cuenta de dejar comentarios porque nuestros sistemas indican que podrías estar enviando correo no solicitado a otros usuarios. Si crees que tu cuenta se ha deshabilitado por error, ponte en contacto con el servicio de soporte técnico de Windows Live.
    Para terminar de dejar tu comentario, realiza la siguiente comprobación de seguridad.
    Los caracteres que escribas en la comprobación de seguridad deben coincidir con los de la imagen o el audio.

    Para agregar un comentario, inicia sesión con tu cuenta de Windows Live ID (si utilizas Hotmail, Messenger o Xbox LIVE, ya tienes una cuenta de Windows Live ID). Iniciar sesión


    ¿No tienes una cuenta de Windows Live ID? Regístrate

    Vínculos de referencia

    La dirección URL del vínculo de referencia de esta entrada es:
    http://berserks83.spaces.live.com/blog/cns!AF81B5E793FA56F4!920.trak
    Weblogs que hacen referencia a esta entrada
    • Ninguno